La UGL Salute Molise esprime forte preoccupazione per le ipotesi di accorpamento e riduzione dei servizi sanitari che continuano a minacciare la rete ospedaliera regionale. La prospettiva di chiudere uno dei due reparti di emodinamica tra Termoli e Isernia e di sopprimere un punto nascita rappresenta l’ennesimo colpo al diritto alla salute dei cittadini molisani.
Sono 16 anni che la sanità molisana vive sotto commissariamento, e in tutto questo tempo, grazie al sacrificio e alla professionalità di medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari, è stato possibile garantire i servizi essenziali ai cittadini. Non possiamo permettere che ulteriori ritardi e decisioni calate dall’alto aggravino una situazione già fragile.
“Chiediamo con fermezza alla Regione Molise, all’ASREM e alla Struttura Commissariale – dichiara il segretario regionale Giovanni Colacci – di non perdere altro tempo e di assumersi finalmente la responsabilità di un piano di riorganizzazione serio e condiviso. È evidente che alcuni tagli siano inevitabili, ma devono essere accompagnati da una ricollocazione intelligente del personale medico, infermieristico e tecnico per rafforzare l’hub di secondo livello, il Cardarelli di Campobasso, che deve rappresentare il punto di riferimento centrale per l’assistenza avanzata. Poi c’è la questione del Caracciolo di Agnone, che rischia un declassamento da ospedale di area disagiata a presidio di comunità, e la drastica riduzione delle guardie mediche previste dal Piano Operativo Sanitario 2025-2027: temi che vanno affrontati con serietà e non con logiche meramente ragionieristiche.”
La UGL Salute Molise sarà al fianco dei cittadini, dei comitati civici e di tutti gli operatori sanitari, sostenendo ogni iniziativa utile a difendere i servizi e i posti di lavoro. Ribadiamo la nostra disponibilità al confronto, ma lanciamo un chiaro segnale: senza un cambio di passo concreto, il sistema sanitario regionale rischia il collasso definitivo.