La sanità pugliese rischia di lasciare senza risposta proprio le persone che, dopo un intervento chirurgico o un ricovero, hanno bisogno di riabilitazione. Secondo quanto segnalato da AIOP Puglia e riportato dalla stampa, le risorse destinate alle strutture accreditate sarebbero ormai prossime all’esaurimento e, già da novembre, potrebbero mancare le condizioni economiche per accogliere nuovi pazienti a carico del Servizio sanitario regionale.
La causa denunciata è evidente: con la D.G.R. n. 1286 del 22 settembre 2026 la Regione ha recepito le nuove tariffe nazionali, applicandole dal 1° luglio, ma i tetti di spesa sarebbero rimasti invariati. Se aumenta il costo riconosciuto per ogni prestazione e non aumenta il budget complessivo, diminuisce il numero dei pazienti che possono essere curati. Non serve essere esperti di bilancio per capire il risultato: meno ricoveri finanziabili, più attese e famiglie lasciate sole davanti alla necessità di cure.
«È inaccettabile – dichiara Giuseppe Mesto, Segretario Regionale UGL Salute Puglia – che la Regione aggiorni le tariffe senza adeguare le risorse e si accorga delle conseguenze quando i fondi sono ormai agli sgoccioli. Non siamo davanti a un dettaglio amministrativo: sono in gioco la continuità delle cure, il diritto alla riabilitazione e la possibilità per i cittadini di ricevere assistenza senza dover pagare di tasca propria».
Il rischio di una riduzione o sospensione dei nuovi ricoveri non è un’ipotesi astratta. Significa che un paziente potrebbe attendere più a lungo una presa in carico, interrompere un percorso necessario o trovarsi costretto a rivolgersi al privato a pagamento. Le liste d’attesa si allungano, le disuguaglianze aumentano e il costo dell’insufficiente programmazione regionale ricade sui cittadini.
«Da tempo – prosegue Mesto – denunciamo un modello di gestione che spesso interviene sui numeri senza misurare l’effetto reale sui servizi. La sanità non si governa con tetti di spesa incapaci di coprire il fabbisogno e provvedimenti che, applicati senza le necessarie risorse, rischiano di rendere le prestazioni disponibili solo sulla carta. La Regione deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte e impedire che la riabilitazione venga razionata per esaurimento dei budget».
UGL Salute Puglia chiede alla Regione un intervento immediato per garantire la copertura delle prestazioni fino alla fine dell’anno, scongiurare lo stop dei nuovi ricoveri e tutelare la continuità assistenziale. Non sono sufficienti rassicurazioni: servono misure concrete e risorse adeguate.
«La Regione non può aspettare che i ricoveri si fermino per intervenire. Ogni giorno perso può tradursi in una cura rinviata e in un paziente lasciato senza risposta. La tutela della salute non può fermarsi quando finisce il budget».

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